giovedì 3 novembre 2011

Solo il 9 novembre...

“Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany, comprerei i mobili e darei al gatto un nome!”


In occasione del cinquantennale della sua uscita, torna per un giorno nelle sale cinematografiche italiane “Colazione da Tiffany”, restaurato in digitale dalla “Nexo Digital”.
Per conoscere le sale che proietteranno il film che ha reso celebre Audrey Hepburn, cliccate qui.
Blake Edwards trasse la sua celebre commedia, nel 1961, dall’omonimo e splendido romanzo di Truman Capote, che però non ha il “lieto fine” del film.
Il romanzo, nel quale Holly Golightly fa perdere davvero le sue tracce, si conclude così:

“Ma l’indirizzo, se mai è esistito, non me l’ha mai mandato, e questo mi ha rattristato, perché avrei voluto scriverle tante cose: che avevo venduto due racconti, che avevo letto che i Trawler stavano divorziando, che stavo per traslocare dalla casa grigia perché era stregata. Ma, soprattutto, volevo dirle del gatto. Avevo mantenuto la mia promessa; lo avevo trovato. Ci erano volute settimane di vagabondaggi, dopo il lavoro, per le strade della Harlem spagnola, e c’erano stati molti falsi allarmi – fuggevoli visioni di pellicce tigrate che, a un attento esame, non risultavano la sua. Ma un giorno, in un freddo e soleggiato pomeriggio invernale, di domenica, lo vidi. Fra due piante in vaso, incorniciato da tendine di pizzo pulite, era seduto alla finestra di una stanza dall’aria ben riscaldata. Mi domandai qual era il suo nome, perché ero sicuro che ormai ne aveva uno, ero sicuro che era arrivato in un posto che era il suo posto. E, capanna africana o quel che sia, spero lo stesso anche di Holly.”

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