venerdì 1 febbraio 2013

I RACCONTI DI VENER dì - Danilo Cucuzzo





Il gelo dentro

Autore: Danilo Cucuzzo

La mattina era più fredda del solito quando Giuseppe uscì dal portone di casa avvolto nel suo giaccone impermeabile, con la sciarpa intorno al collo, un berretto di lana in testa e i guanti alle mani. Non dovette aspettare più di un paio di minuti, che trascorse a soffiarsi aria calda nelle mani chiuse a coppa davanti alla bocca, prima che il pulmino svoltasse l’angolo e gli si fermasse davanti. Il cantiere li aspettava, lui e gli altri quattro passeggeri.
Come sempre l’aveva lasciata sotto le coperte, un bacio leggero sulla fronte e via, verso una nuova e sempre uguale giornata di lavoro.
Angela si sarebbe alzata soltanto un’ora e mezza più tardi, quando si sarebbe fatta una doccia, avrebbe fatto colazione - una tazza di caffèlatte con tre fette biscottate - e sarebbe andata lei pure a lavorare; faceva la commessa in un negozio del centro.
La solita routine di una coppia sposata da quasi sei anni. Una coppia che aveva ormai rinunciato ad avere figli, considerati i numerosi fallimenti in tal senso.
Mentre Giuseppe si dedicava alle solite chiacchiere assonnate che caratterizzavano il viaggio degli operai verso il cantiere - stessi aneddoti, stesse battute, stessa noia -, Angela era già in piedi. Contrariamente alle abitudini, si era alzata dal letto nel momento stesso nel quale il marito aveva richiuso il portoncino del loro appartamento. Si portò, scalza nonostante il pavimento gelato, dietro la finestra che dava sulla strada. Appena udì il rumore del pulmino che ripartiva, non perse tempo e tirò giù dall’armadio due valigie, che in fretta e furia si mise a riempire con le sue cose. Non poteva, ovviamente, portarsi via tutto il suo guardaroba, questo lo aveva stabilito già nei giorni precedenti: i giorni della stesura del piano. Angela era una donna molto pignola e non era sua abitudine muovere un passo senza averlo attentamente ponderato. Ci aveva rimuginato su per circa tre mesi, aveva messo sui piatti della bilancia tutti i pro e i contro che le erano venuti in mente, aveva tolto il chiodo e aveva visto la bilancia pendere sempre dalla stessa parte.
Finalmente si decise, se ne sarebbe andata, lo avrebbe lasciato. Non lo faceva certo a cuor leggero, lo aveva amato con tutta se stessa e, non aveva alcun dubbio in proposito, provava ancora un sincero affetto nei suoi confronti, ma non poteva continuare a vivere così. Il fuoco ardente della passione si era spento per colpa di tutti quei tentativi infruttuosi, l’attesa di rivederlo dopo una giornata di lavoro non era più tale, solo la routine, ossia un modo appena un po’ più elegante per definire la noia, caratterizzava le loro giornate, la loro vita.
“Ho ancora trentadue anni, sono giovane, posso aspirare ancora a una vita felice”, questo si disse durante quei tre mesi - “perché devo condannarmi all’infelicità? Gli voglio bene, certo. Lui mi ama, lo so; Dio mio se lo so ma…”.

Quella sera, quando rientrò a casa, lei come al solito non c’era, rientrava sempre almeno un paio d’ore dopo di lui. Giuseppe si fece la sua usuale doccia calda, poi gli venne sete e si recò in cucina. Sul tavolo, tenuto fermo da un vaso senza fiori dentro, c’era un bigliettino.
Scritto con una penna blu, con un tratto indeciso come fosse stato vergato da una mano tremante, il biglietto diceva: “Amore (cancellato con diversi segni orizzontali ma ancora leggibile). Giuseppe, vado via, non ce la faccio più. Perdonami, se puoi.
Angela”
Il calore abbandonò il suo corpo, sentì il gelo penetrargli fin dentro le ossa, sbiancò e incominciò a battere i denti, il foglio in mano; la vita andata.

Per contattare l’autore: daniloc78@virgilio.it

L’inverno del cuore è certamente mille volte più rigido di quello meteorologico: in questo racconto di Danilo Cucuzzo si sommano, ma l’inverno “esterno” è marginale, descritto attraverso i gesti di routine dei giorni sempre uguali.
Ben più tremendo è l’inverno che esplode silenziosamente nelle parole finali, cogliendo del tutto impreparato il protagonista. «Il gelo dentro» è un racconto costruito innanzitutto sulla precisa descrizione dei gesti di lui e di lei, che evidentemente vivono accanto ma non più davvero insieme ormai da tempo.
Danilo Cucuzzo “prepara” il lettore con grande abilità al finale: non gli interessa costruire un effetto sorpresa, che non c’è, ma rispondere alla domanda «Come reagirà lui?», che si affaccia a metà racconto. Il titolo rimbomba nella deflagrazione interiore, perfettamente indovinato anch’esso, e sintetizza al meglio l’unica reazione possibile, dopo l’insopportabile scoperta.


5 commenti:

  1. Te l'ho condiviso su FB ...Un bel raccontino, davvero ...."raggelante"... :)

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    1. Grazie Top, sei stata gentilissima :)

      Danilo

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  2. Bravissimo, in poche righe hai descritto due vite, due atmosfere, un ekemento che va a spezzare l'equilibrio.
    Ma non avevo dubbi sulle tue capacità !
    Un saluto per te,
    m.

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    1. Grazie mille, sono contento ti sia piaciuto!!! :)
      danilo

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  3. *elemento, sorry :)

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